le foto della storia di tony cairoli. Quando era giovane mio papà Benedetto aveva una Vespa e una Lambretta ed era sempre a fare sfide di velocità per le strade intorno a Patti. Nessuno riusciva a batterlo e una volta gli proposero di gareggiare sul serio, in pista. Ma nonno Antonio gli vietò categoricamente di correre e ci rimase malissimo. Così ha trasmesso a me la sua passione per le moto: sono il primo figlio maschio (ho tre sorelle più grandi, Antonina, Mara e Sara). A quattro anni mi ha messo su una italjet 50 da minicross, e nel pistino davanti casa ci giravo per ore. A sette anni la mia prima gara nel regionale minicross, con un Lem 50. Alla seconda gara di minicross la mia prima vittoria... Al mondiale motocross, classe 125, sono arrivato nel 2002: tre gare. Per me era l'avverarsi di un sogno, quasi non potevo credere di essere in mezzo a quei campioni che seguivo da quando ero bambino. A Genk, la prima, non mi sono qualificato e la mia gara d'esordio è stata Loket, Repubblica Ceka. Quell'anno si correva su manche unica. Per me neanche un punto, ventunesimo! In Russia qualificato e ritirato. E' stata comunque una bella esperienza, che è servita a capire le diffi- coltà e il livello del mondiale. Nel 2003 ho partecipato a tre gran premi (Italia, Belgio e Germania) sempre con il Team Honda Tiscali di Paolo Martin ma non mi sono mai qualificato. A fine 2003 sono arrivato nel team di Claudio De Carli, trasferendomi a Roma. Mi sono subito ben ambientato con il team e con la Yamaha 250 quattro tempi. Con Federici e Monni abbiamo svolto una preparazione invernale, programmata da De Carli, molto importante, in parte a Roma e in parte sulla sabbia belga. Già alle prime gare stagionali, gli Assoluti d'Italia, mi sentivo in ottima condizione e ho capito che il mio livello e quello della moto, molto competitiva, promettevano bene anche per il campionato mondiale.... ... il resto è storia recente!